Discriminazioni di genere e violenza nella pubblicità commerciale

docente

 Lorenzo

Ugolini

 

Senior Researcher presso il Dipartimento CoRiS di Sapienza Università di Roma. I suoi studi si concentrano principalmente sul giornalismo italiano e internazionale e sulla pubblicità, con un approccio incentrato su una prospettiva etica e deontologica, e con un focus specifico sul ruolo sociale della comunicazione e sulla costruzione della credibilità. Inoltre, ha dedicato diversi lavori all’analisi comparativa di queste dinamiche tra Italia e Francia.

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“Discriminazione di genere e violenza nella pubblicità commerciale”

La lezione dal titolo “Discriminazione di genere e violenza nella pubblicità commerciale”, che si è svolta nell’ambito del corso in “Diversity Sport Manager”, si è posta come obiettivo quello di focalizzare il ruolo della donna, e soprattutto della sua immagine, all’interno delle dinamiche pubblicitarie, in modo da far emergere le peculiarità, le potenzialità e soprattutto le storture e gli abusi che sono stati fatti nelle numerose evoluzioni e declinazioni che il messaggio pubblicitario ha avuto, nel corso dei secoli e più in dettaglio a partire dal secondo dopoguerra.
La lezione ha previsto inizialmente l’analisi dell’evoluzione storica della pubblicità e di alcuni fondamenti teorici; in particolare è stato approfondito il modello proposto dal pubblicitario francese Jacques Séguéla che suddivide la marca in fisico, carattere e stile al fine di, rispettivamente, convincere, durare e sedurre. Grazie anche all’aiuto di numerosi esempi di campagne pubblicitarie, sono state mostrate le opportunità offerte dall’immagine e dall’immaginario femminili per perseguire questi tre fini, e soprattutto gli innumerevoli casi in cui al contrario immagine e immaginario femminili sono stati sviliti e offesi nel contesto pubblicitario.
Infine, la lezione si è focalizzata sulla dimensione etico-deontologica, mostrando le parti principali del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale in cui l’immagine della donna viene tutelata, e alcune delle campagne condannate in Italia per violazione di questi principi. La parte conclusiva della lezione è stata dedicata a mostrare casi in cui linguaggi e immagini simili a quelli condannati sono diventati poi opportunità comunicative, essendo usati a fini provocatori da campagne di comunicazione sociale per veicolare contenuti strettamente legati all’universo femminile (come per esempio violenza sulle donne, anoressia, tumore al seno, bodyshaming).