Discriminazioni di genere e violenza a scuola. Bullismo e cyberbullismo

docente

Marco

Serra

È nato ad Oristano nel 1976 e vive a Roma. Sociologo del lavoro, si occupa di sviluppo delle persone e delle organizzazioni. Ha lavorato alcuni anni a Rio de Janeiro per una importante impresa di telecomunicazioni brasiliana occupandosi di business intelligence e di sostenibilità.

È esperto di metodologie visuali, della gamification, di processi collaborativi e di codesign che applica a contesti organizzativi e dell’apprendimento.

È cofondatore di Mycroworking e del network professionale Visual Stories. È fra i promotori di EVP, il network europeo dei Visual Practitioner.

È docente presso Master e corsi di perfezionamento universitari; collabora con FQTS, il progetto formativo promosso dal Forum Nazionale del Terzo Settore. E’ responsabile di percorsi laboratoriali e formativi per ANCI- associazione nazionale comuni italiani, Fondirigenti, LazioCrea, CSV – Centro Servizi Volontari, AVIS Nazionale, Scuola del Sociale di Roma Capitale.

Membro del comitato organizzativo di MED2020, 6th World conference on Media and Mass Communication.

Ha ideato e curato la direzione scientifica di FUTURISER, una learning community attiva
intorno al tema della progettazione dei “futuri desiderabili” all’interno delle organizzazioni complesse.

Sito web www.mycroworking.com
Email markoserra@gmail.com info@mycroworking.com

“EMPATHY LAB ”

Gli EMPATHY LAB inseriti all’interno del “corso in Diversity Management in ambito sportivo” hanno assolto la finalità di offrire agli studenti strumenti concettuali e pratici di riflessione e analisi in merito ai fenomeni connessi alla gestione e valorizzazione della diversità e alla prevenzione di criticità legate alla violenza e alla discriminazione nello sport.

Gli obiettivi che hanno guidato la progettazione del percorso sono i seguenti:

Obiettivi propedeutici

– Dotare gli studenti di strumenti concettuali utili alla comprensione dei fenomeni sociali e relazionali “complessi”

– Individuare gli elementi costituenti un sistema di significati e mapparne in maniera collaborativa le relazioni

– Introdurre gli studenti al metodo collaborativo al fine di improntare un efficace percorso d’analisi e confronto

– Introdurre gli studenti ad un metodo di analisi e confronto guidato dai principi del problem setting/problem solving

Obiettivi specifici

– Introdurre i temi della diversità, della violenza, della discriminazione quali entità complesse e multifattoriali

– Individuare collaborativamente specifiche tipologie di discriminazione e violenza ragionando sui fattori legati al contesto, alle caratteristiche degli attori (sia vittime sia agenti), alle relazioni che intercorrono fra i soggetti di un sistema violento e/o discriminatorio

– Introdurre attraverso un metodo maieutico definizioni semantiche dei termini violenza, discriminazione, segregazione, integrazione, inclusione

– Analizzare collaborativamente il tema della diversità, attraverso una riflessione orientata a valutare contesti storici, sociali, culturali, relazionali caratterizzati da una propensione all’apertura, alla pluralità e all’ inclusione rispetto a contesti caratterizzati da chiusura, all’omologazione ed esclusione

– Individuare in maniera partecipativa possibili interventi volti a risolvere criticità legate a discriminazione e violenza e alla gestione della diversità quale elemento da valorizzare all’interno del contesto sportivo di riferimento

– Indicare collaborativamente le caratteristiche e le funzioni del Diversity Manager

 Per riflettere sulle tematiche sopra indicate gli studenti hanno lavorato con l’ausilio di numerosi strumenti quali:

– Empathy Map, un tool collaborativo ampiamente utilizzato per ottenere una visione più profonda dei target analizzati (distinguendone i comportamenti, gli atteggiamenti, il contenuto verbale, le rispettive influenze sociali…)

– Albero dei Problemi, uno strumento adatto alla definizione dei fenomeni critici e all’isolamento di cause ed effetti. E’ ampiamente utilizzato nella progettazione sociale ed è propedeutico alla progettazione di interventi attraverso la compilazione del così detto Quadro Logico

– Metodi di User Experience Mapping, che hanno soccorso gli studenti nell’analisi delle situazioni critiche considerate come eventi. Nei flussi d’esperienza analizzati sono stati isolati e descritti dagli studenti il contenuto verbale, il contenuto emozionale, le criticità riferibili alla sfera della gestione della diversità e potenziali soluzioni alle criticità

– Utilizzo di “carte archetipo” appositamente adattate al tema del diversity management. Strumenti di questo tipo sono mutuati dall’ambito della comunicazione pubblicitaria e sono particolarmente efficaci per sviluppare capacità empatiche negli studenti ai quali è chiesto di “vestire i panni” di personaggi archetipo e di immaginare vissuti emozionali e comportamentali.